Vi parlo di me

a mezzo viso frame il volo

Grazie di essere qui, ne sono davvero felice. Io sono Mirko, i miei genitori mi hanno messo in braccio una chitarra che avevo 9 anni e da li, è partito tutto, li ringrazierò sempre. A 12 anni ho scritto la mia prima canzone e non mi sono più fermato. La chitarra e il canto, la musica e le parole, sono diventate le mie compagne di vita, insieme ai valori con cui sono cresciuto, il modo in cui sono riuscito a canalizzare esperienze e viaggi interiori ed esteriori. Così intrapresi gli studi di canto e chitarra.

collage cantautori

Il mio primo amore sono stati i Queen, con l’indimenticabile voce di Freddie Mercury che non dimenticherò mai per quello che mi ha trasmesso in termini emotivi, nutro dell’affetto incondizionato verso questa figura. Amo i cantautori che hanno costruito l’immagine musicale dell’Italia, in particolar modo Franco Battiato, Lucio Battisti, Adriano Celentano, Giorgio Gaber, Roberto Vecchioni, Ivano Fossati e, non mi vergogno a dirlo tardivamente grazie a un amico, Fabrizio De Andrè, ma anche altri grandi autori. Amo molto anche Fiorella Mannoia, Mina, Carmen Consoli, Elisa e l’estro creativo e intellettuale di Caparezza e Vinicio Capossela. Ascolto la musica che lascia un’impronta dentro, il mio più grande difetto, se vogliamo, è che sono patologicamente autentico, nella vita come nella musica.

prove a mare e campana tibetana

Amo la lettura, meditare in mezzo alla natura e le lunghe passeggiate al mare o in mezzo ai boschi, da cui traggo spesso ispirazione per la composizione dei brani. Scrivo canzoni perchè non posso farne a meno, me lo chiede la mia anima e anche se il messaggio che veicola arrivasse a una sola persona, alle sue emozioni, ne sarei già felice. Ho un rapporto particolare anche con l’attività onirica.

Ho preso spesso ispirazione dalle meditazioni, dai sogni, da fatti realmente accaduti o storie di fantasia che descrivono l’animo umano, magari in luoghi che non esistono e, storie di quotidianità e stati emotivi dell’essere, ma non mancano le canzoni di denuncia sociale, in ogni caso mi piace dare speranza, attraverso le canzoni. Chi mi conosce sa che sono una persona riservata, un solitario, un nostalgico e tengo molto alla mia privacy, quando sono in gruppo ci si meraviglia del fatto che amo comunque ridere e scherzare, se mi conosci superficialmente sembro un po’ troppo serio o sulle mie, devo fidarmi prima, sono fatto così anche perché non amo le persone che pretendono confidenza o che scherzano in maniera volgare e pesante.

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Amo profondamente sentire il pubblico sulla pelle quando salgo sul palco, canzone dopo canzone, una sorta di vibrazione energetica e mi piace tremendamente suonare ed esibirmi in teatro perché si sviluppa un atmosfera simile a quella di un tempio, in cui pubblico, musica, emozioni e palco, si fondono azzerando il dislivello tra il palco stesso e le sedute, questa condizione di confidenza e ascolto partecipato, rispettoso, mi rapiscono l’anima. L’autenticità per me è un fattore fondamentale, non potrei pensare a una carriera in cui io non sono veramente ciò che sono, in totale onestà, non vorrei essere nessun altro che me stesso, al limite, meglio non venir fuori, serenamente. Ho sempre pensato che il successo deve essere conseguenza naturale di un percorso, non l’obbiettivo principale a cui approdare cambiando continuamente vestito e maschera per riuscire a catturare l’attenzione, per piacere necessariamente a tutti, dei esser fiero di ciò che sei, nessuna vergogna. Se porti al pubblico quel che sei realmente, è questa la tua più grande vittoria, il tuo miglior successo, non soffrirai di una vita surrogata e artefatta. Questo è il contributo che un artista può dare alla società in cui vive, in un momento storico così precario e cinico, in cui conta solo l’apparire o la moda del momento. Non cerco il successo ad ogni costo, ne sarei gratificato come avviene in tutti i settori professionali e auspico avvenga anche per me, ma la qualità dei rapporti umani e dei contenuti, prevarranno sempre in me e nelle mie composizioni. Penna e musica, devono essere intinte nel cuore, prima di arrivare al pubblico.

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Un caro amico fraterno polistrumentista, Massimiliano Sammito, qualche anno fa mi ha detto: “hai scritto così tante cose da poter scrivere un’enciclopedia, ma perché non provi a portarle al pubblico e farle ascoltare?”. Allora un giorno, così per gioco, ho aperto una rubrica su facebook, intitolata ironicamente Cantautore Stolto, uno spazio di condivisione personale senza nessuna pretesa, dove realizzavo e pubblicavo dei video in cui suonavo e spiegavo i contenuti dei miei brani, il tutto indossando un berretto e il viso in penombra, per dar risalto solo ai brani.

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Inspiegabilmente, la mia musica ha iniziato a fare il giro dell’Italia e la rubrica segnava fino a 8.000 visite la settimana, il canale YouTube, nel giro di un mese, faceva quasi 200.000 ascolti.

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Iniziarono a contattarmi da tutta Italia, come ospite o per l’apertura di concerti di cantanti e gruppi musicali noti, per interviste radio-televisive, per raccontare la storia di un ragazzo siciliano che da casa, con mezzi poveri, era riuscito a compiere un’impresa, iniziai a ricevere premi e riconoscimenti, articoli di giornale sui quotidiani regionali, insomma, non me l’aspettavo.

SCUOLA AUTORI MOGOL

La comunicazione dell’inserimento di Mogol del mio brano Il Volo nella sua Antologia Autori, tra i testi più belli visionati, è stato il giorno che più mi ha emozionato. Fu quello il momento in cui decisi di rivolgermi al grande pubblico e continuare a pubblicare ciò che scrivevo, sono sempre stato molto prolifico. Mi chiamano l’enciclopedia vivente perché ho scritto una cosa come 600 canzoni negli anni, anche se ad oggi ne selezionerei un’ottantina per l’ascolto, considero le altre composizioni solo sperimentazioni o, in alcuni casi, canzoni pensate per altri cantanti, non mi sarebbe dispiaciuto affatto scrivere per alcuni di loro che ho apprezzato molto negli anni.

Un’altra bellissima esperienza, è quella sul set cinematografico, come comparsa, in alcune pellicole che descrivo in biografia. Sono un grandissimo amante del cinema e dei film e, vedere come si muove un’intera equipe di professionisti, guidati dal regista, è un’esperienza unica, anche come comparsa, magari non si ricordano neanche come ti chiami, ma tu sai chi sei e dove ti trovi, basta quello no? Un luogo in cui sei esposto totalmente, ma nel contempo sei protetto dal set, sei solo con il tuo personaggio. Un’esperienza davvero molto interessante, se ti appassiona il settore.

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La mia ultima trovata, molto apprezzata, sono stati dei concerti casalinghi che ho pubblicato sul mio profilo Facebook. Inizialmente, pensai di voler lasciare un giorno, il più lontano possibile, qualcosa a chi mi vuole bene, in primis a mio figlio Samuel. Da questo pensiero iniziale, ho deciso di creare dei live in presa diretta da casa mia con il mio costume preferito, berretto e occhiali da sole, con la mia strumentazione da studio, che ho chiamato “Concerto At Home”. “L’ho diviso in diverse parti da circa un’ora e quindici ognuno e sono andati decisamente bene, eravamo tutti li, a un certo giorno, a un certo orario, un appuntamento che ha dato emozioni a me e a chi si è collegato per l’evento. Ho preso parte anche ale riprese di alcuni film, l’area iblea è molto ambita, da alcuni anni a questa parte. Di seguito, la prima parte,sul mio canale YouTube, troverete le altre parti in aggiornamento.

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Ho portato avanti per anni e tutt’ora lo seguo, un percorso iniziato anni addietro come ricercatore indipendente in ambito meditativo, scientifico e musicale, legato alla sfera energetica dell’essere umano e degli effetti benefici della musica sulla salute, dalla visualizzazione interiore, alla concentrazione attraverso il respiro, fino ad arrivare al canto e al silenzio come consapevolezza e fonte d’ispirazione creativa e spirituale.

quadro

Amo molto dipingere, da amatore si intende, non ho mai seguito alcun corso, quando arriva il momento e a volte passano anni, prendo il pennello e metto su musica classica o musica strumentale, quella è la forma della musica, olio su tela, è molto conciliante, una forma di meditazione anche questa. Sin da piccolo, ho coltivato l’amore per il disegno, poi, con il tempo, mi sono avvicinato alla scultura e ad altre forme d’arte, per passione.

Non sono padrone delle mie creature musicali, quando compongo un brano, una poesia musicale o come la si voglia chiamare, ho la netta sicurezza che non sia farina del mio sacco, siamo come tubi in cui passa l’acqua. Non sono nè un filosofo, nè un mistico, non sono un letterato o un uomo di alto valore culturale, ho una grande passione per le letture umanistiche, filosofiche, scientifiche, orientali, amo leggere di storie, di racconti di diversa natura ed estratto sociale o antropologico. Sono una persona semplice, un fotografo di emozioni, un canale attraverso il quale esprimere il bene possibile, null’altro, non ho pretese. Non amo essere etichettato in alcun modo, semplicemente vivo e faccio quel che posso. Spero comunque di lasciare un’eredità che valga umanamente, un buon ricordo di me e delle mie azioni, dei messaggi che posso veicolare attraverso le mie composizioni, le canzoni ti rendono eterno, oggi più che mai attraverso il web.

chitarra e natura primo piano

Non sposo, per mia natura, ideologie di alcun tipo e non mi piace esserne inscatolato o inglobato in alcun modo. Credo che le ideologie siano limitanti e creino false convinzioni, blocchino in qualche modo l’evoluzione spirituale delle persone. Essendo un “non amante” delle ideologie, non amo schierarmi mai da nessun lato, a livello politico, sociale, religioso e a nessun livello possibile. Mi piace molto portare testimonianza di fatti reali e a volte può dare l’impressione che io sia schierato in qualche modo, ma in realtà mi limito semplicemente a descrivere ciò che vedo come un semplice passante, senza pregiudizio. Sporcherei le mie composizioni se non fosse così. Il modo in cui ci misuriamo con questa breve esperienza di passaggio che è la vita, in questa dimensione, è sicuramente legato alle nostre azioni quotidiane, non serve a nulla indossare alcuna maschera. Bisogna semplicemente comportarsi di coscienza, ognuno ha la sua e sa cosa produce ogni giorno.

chitarra e mare frame Il Volo

Portare coscienza nel mondo del sentire, è il compito che la musica ha da sempre e, con lei, chi ne canalizza il flusso vitale attraverso l’ispirazione. Nella sua radice originaria, è una scienza umanistica. Strumento eccelso per educare alla libertà poiché può essere assimilata, può essere osservata, può essere lavorata, dalla nostra interiorità. La nostra interiorità è qualcosa che non esiste nel mondo fisico, se non riusciamo a dargli poesia, parola, immagine, suono, vibrazione, se non riusciamo a percepirla come territorio “fondante” la radice stessa della nostra vita. Continuare a trasmettere i valori del sentire, testimoniare la bellezza, la speranza e l’andare dentro di noi oltre il visibile, attraverso l’atto della creazione e dell’ascolto, come risposta possibile ai problemi esistenziali dell’uomo, oggi come ieri, è priorità di crescita evolutiva per andare nella direzione della conoscenza, della consapevolezza, per il bene di questa umanità.

Ho creato, sul mio canale YouTube, una playlist con una selezione di circa 70 brani in aggiornamento. Ritengo che questi, di tutti quelli scritti negli anni, siano quelli che desidero cantare. Qui di seguito, il link per ascoltarli, subito dopo la presentazione dell’autore.